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I mille volti di Karalis

Carissimi viaggiatori e viaggiatrici,
in questo fine ottobre che ha un insolito sapore d’estate, vi vogliamo portare alla scoperta della “Città del sole e del sale”: la nostra amata Cagliari, città poliedrica e dai mille volti.
David Herbert Lawrence, che viaggiò alla scoperta della nostra isola agli arbori del Novecento, nel suo libro “Mare e Sardegna” dipinge una suggestiva e particolare immagine di Casteddu (in lingua sarda): una città che si alza ripida ripida, dorata, accatastata nuda verso il cielo dalla pianura… È strana e piuttosto sorprendente, per nulla somigliante all’Italia.

In realtà, Cagliari, è effettivamente meta turistica solo da qualche anno: la crisi del Mediterraneo ha portato infatti a dirottare tante navi da crociera dal Nord Africa alla Sardegna, contribuendo a incrementare il numero di arrivi nel capoluogo sardo. All’inizio, la città era assolutamente impreparata a queste ondate di visitatori “di corsa”: ristoranti chiusi, servizi inesistenti, poche strutture ricettive…però tanto da raccontare e mostrare. Poi, nel corso degli anni, complice la voglia di aprirsi al mondo, si è pian piano data un’organizzazione che ha permesso di accogliere sempre più viaggiatori desiderosi di scoprire la sua antica storia, le sue ricchezze artistico-archeologiche e le sue bellezze naturali. Così, da meta “mordi e fuggi” si è trasformata, pian piano, in una città in cui poter soggiornare diversi giorni, usufruendo di un’offerta turistica abbastanza variegata.

A noi Mariposas, che conosciamo a fondo Cagliari, avendola vissuta, abitata e respirata in tutti i suoi cambiamenti, ci sembrava d’obbligo dedicarle diversi itinerari. Ma voi che ci conoscete, sapete bene che i nostri viaggi responsabili, come sempre, non si fermano alla superficie delle cose, ma vanno lì, nel profondo, a scovare l’essenza dei luoghi e le sue realtà più nascoste…

Questo faremo, fin da subito, nel viaggio del primo weekend di dicembre con Radio Pop che, per l’occasione, si vedrà coinvolta in un gemellaggio radiofonico con Onde Corte, la prima radio della salute mentale in Sardegna, “uno spazio aperto e plurale che coinvolge utenti dei servizi di salute mentale, operatori e cittadini uniti nello sforzo di dare voce a mondi troppo spesso ignorati o ghettizzati e favorire l’integrazione e l’inclusione sociale di persone che vivono esperienze di sofferenza mentale, divulgando una cultura basata sulla restituzione della dignità e dei diritti ed opponendosi agli stereotipi ed allo stigma che circondano il disagio psichico.”

Questo faremo, poi, per il nostro capodanno “InVisibile”partendo per un viaggio all’insegna dell’ “incontro”. Visiteremo il quartiere Marina attraverso gli occhi di chi vive a Cagliari ma è migrante, festeggeremo l’anno nuovo in una serata dal sapore interculturale ospiti dell’Ass. Amicizia Sardegna-Palestina e conosceremo una realtà cooperativa che si occupa di dare lavoro a ragazzi che meritano una “seconda possibilità” e mamme che vogliono riuscire in autonomia e tentare una vita nuova e migliore con i loro bambini.

Questo faremo, infine, con i ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori che sceglieranno il nostro viaggio di istruzione, con cui si ripercorrerà la storia di Cagliari dall’epoca romana al secondo dopoguerra, fino a perdere le coordinate spazio-temporali e ritrovarci a guardare la città da altre prospettive. Incontri, escursioni naturalistiche, visite guidate, pasti genuini e a km0 ma, soprattutto, esperienze di scambio e di confronto per saper affrontare con sguardo critico e responsabile il mondo di domani.

Allora, vi abbiamo incuriosito abbastanza? Dai che Karalis è qui che vi aspetta!

Un abbraccio.

Le Mariposas

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Autumn in Sardinia…

Carissimi viaggiatori e viaggiatrici,
l’equinozio d’autunno è passato da soli 3 giorni, segnando il transito dalla stagione estiva a quella autunnale e noi siamo in piena fase creativa-progettuale per la programmazione del prossimo anno. Il 2020 non è molto lontano, ma ci sono ancora ottobre, novembre e dicembre di mezzo…e alcuni eventi e viaggi da vivere. 

Ottobre ci vedrà impegnate in una manifestazione che ci sta molto a cuore, di cui già l’anno scorso siamo state organizzatrici e promotrici. “Portali aperti a Simala” è un evento di quelli che piacciono a noi, un’appuntamento che coniuga la storia alla bellezza di questo piccolo borgo signorile della Marmilla, la sua autenticità artigianale e i sapori di una volta…

Il mese di novembre, invece, ci porterà, ancora una volta, a ripercorrere “le vie d’incanto delle Janas”, assieme ad un gruppetto di viaggiatori desiderosi di scoprire la magia delle fate sarde e vivere l’atmosfera di uno degli eventi più caratteristici della Sardegna: “Su Prugadoriu”, il cui nome evocativo non è per caso…

Infine dicembre, il ponte dell’Immacolata e Sant’Ambrogio: il tempo perfetto per una breve pausa, un weekend nel capoluogo sardo, Cagliari. Un viaggio nella città del sole e del sale, in compagnia di Radio Popolare Milano…

Noi ci mettiamo all’opera, e voi? Ajò…seguiteci! 😉

Un abbraccio,
Le Mariposas

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Impressioni di Settembre

Carissimi viaggiatori e viaggiatrici,
eccoci tornate dopo un agosto di fuoco, che ci ha visto “on the road”, con i nostri cari viaggiatori, per i sentieri dell’isola:  prima con il viaggio musicale, “sulle note del Dromos Festival” e poi con il “viaggio lento fino al Sulcis”, tra mare e miniere.  
Come sempre, abbiamo trascorso dei bellissimi momenti e la fatica è ripagata dalla soddisfazione dei nostri viaggiatori e dagli stessi paesaggi, storie e racconti della nostra terra, che non smette mai di sorprenderci.
Ma veniamo al presente, salutiamo l’estate e riprendiamo le attività quotidiane…
Il mese di Settembre equivale ad un nuovo inizio, un vero e proprio “capodanno”, in sardo si dice “Cabudanne”; il calendario sardo, come molti altri di derivazione agricola e legati al ciclo dei lavori nei campi, cominciava infatti a Settembre, che è  per antonomasia il mese delle ripartenze, dei nuovi progetti e delle nuove sfide…
E’ anche  il mese dell’inizio della scuola… e, a proposito di scuola e progetti, dopo la bellissima esperienza dell’anno scorso con l’Istituto Agrario di Trento, quest’anno abbiamo deciso di concentrare ancora più energie in questo campo e ampliare la nostra offerta di viaggi scolastici; alcuni li trovate già nel sito di ViaggieMiraggi, altri sono ancora “work in progress”, ma presto vi aggiorneremo…
Tra le prossime ripartenze, non mancano ovviamente i nostri classici viaggi tematici: il prossimo in programma è  per il ponte del primo novembre, quando riprenderemo la rotta per il magico tour “Le vie d’incanto delle Janas”, tra Marmilla, Barbagia e Ogliastra…
 Settembre, per noi appassionate di viaggi e letteratura, è infine il mese di uno dei festival letterari più belli della nostra isola “Cabudanne de Sos Poetas”, il tema quest’anno: “Viaggi. Itinerari di Versi”.
Coincidenze fortunate? Chissà.

Intanto noi non mancheremo…
 

Un abbraccio

Le Mariposas

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Dromos Festival 2019: quando la luna incontra la musica

Credits: Ivo Piras

Carissimi amici e amiche, viaggiatori e viaggiatrici,
questa news è interamente dedicata al nostro viaggio estivo più intenso e ritmato:Sulle Note del Dromos Festival“, targato ViaggieMiraggi in collaborazione con Radio Popolare Milano.

lo scorso venerdì la nostra Mariposa Angelica è volata a Cabras come inviata speciale alla conferenza stampa di questa manifestazione musicale che infuoca le notti dell’isola con concerti strabilianti, reading letterari e performances artistiche.

«”Casta Diva” è il titolo scelto per caratterizzare quest’anno il festival: un titolo preso in prestito dalla celeberrima aria della “Norma” di Bellini, una preghiera che la protagonista dell’opera eleva alla Luna, la “Casta Diva”, appunto.

Il 2019 è, infatti, l’anno in cui si celebra il cinquantenario del primo sbarco sul nostro satellite: era il 20 luglio del 1969 quando l’astronauta Neil Armstrong mise piede sul suolo lunare nell’ambito della missione Apollo 11.

Era l’avverarsi di un sogno coltivato da millenni, era il rifiuto da parte dell’uomo dell’idea della sua finitezza e della sua solitudine nell’universo, era il sogno coltivato da Leonardo di mettere le ali e librarsi nell’aria come gli uccelli, dell’Astolfo ariostesco alla ricerca del senno perduto di Orlando, era il concretizzarsi delle imprese immaginate da Jules Verne: arrivare sulla luna, il nostro satellite, tanto familiare quanto irraggiungibile. Ma fu, contemporaneamente, la fine di un altro sogno spento dal principio di realtà, che privò la luna, la Casta Diva cantata dai poeti e dagli amanti, della sua aurea magica e perturbante: colei che, già in età neolitica, fu capace di svelare agli uomini l’esistenza dei cicli astronomici condizionandone gli umori, signora del tempo e, tout court, della vita e del suo divenire» afferma Ivo Serafino Fenu, direttore artistico e critico d’arte.

Si preannuncia un’edizione speciale, davvero speciale…venite a viverla con noi?
Le Mariposas

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Estate con le Mariposas?

Penisola del Sinis

Carissimi amici e amiche, viaggiatori e viaggiatrici,
nonostante questo inizio maggio, un po’ pazzerello, con temperature pseudo invernali e raffiche di vento potentissime, vi vogliamo portare in volo con noi alla scoperta dei nostri viaggi estivi…

La Sardegna, con i suoi milleottocento chilometri di coste, è spesso sinonimo di mare cristallino e spiagge caraibiche. Percorrendo il periplo dell’isola, tuttavia, si incontra una varietà incredibile di paesaggi, di “gente di mare” e di modi di vivere il mare. Durante i nostri itinerari estivi “Sulle Note del Dromos Fest” e “Viaggio lento fino al Sulcis“, viaggeremo verso spiagge poco battute dal turismo di massa: dalla Costa Verde e il Sulcis , tra dune dorate e miniere fantasma, alle brillanti distese di quarzo della Penisola del Sinis: tutti luoghi del nostro MARE RESPONSABILE, che fanno da cornice ad eventi e a storie di donne e uomini, che incarnano lo spirito profondo della nostra terra.

Come suggestione vi diciamo solo che durante i nostri viaggi ci addentreremo in volti di minatori, immagini poetiche in limba, musica, arte contemporanea e, infine, nella potenza della Natura della nostra isola, lei, sempre, protagonista indiscussa dei nostri tours.

Noi saremo qui ad aspettarvi…
Le Mariposas

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Aria di Primavera!

Cari amiche e amici, viaggiatrici e viaggiatori,
è finalmente arrivata la primavera e noi, che siamo farfalle, prendiamo il volo verso nuovi orizzonti e, di fiore in fiore, ci prepariamo ad affrontare i mesi più brulicanti dell’anno.

Tra poco più di due settimane accoglieremo in Sardegna un istituto agrario di Trento che, come gita di fine anno, ha scelto ViaggieMiraggi ONLUS e il nostro viaggio di istruzione alla scoperta del “saper fare” locale in campo enogastronomico. Trentuno ragazz* e i loro professori metteranno le “mani in pasta” per imparare i trucchi della caseificazione, della preparazione dei ravioli campidanesi, della trasformazione dell’uva in vino e della fermentazione della birra artigianale. Naturalmente li porteremo anche a vivere la bellezza della campagna e dei piccoli paesini della Marmilla e cercheremo, nel nostro stile, di infondere loro la nostra visione di sviluppo sostenibile per questo territorio “affetto” da paesitudine e spopolamento.
Che dite, ce lo fate un grande augurio di buona fortuna per questa nostra prima avventura con una scolaresca? Viva il lupo!!!

E subito dopo, di nuovo operative per il nostro viaggio di Pasqua dal 19 al 23 aprile (iscrizioni ancora aperte per chi volesse unirsi, siamo già un bel gruppetto!) che ci porterà a ripercorrere i passi delle Janas, in un itinerario di viaggio che abbiamo rinominato “la via d’incanto” tra archeologia, mitologia e artigianato…

E poi ancora, ci dedicheremo ai “pacchetti per famiglie” per tutti i papà e le mamme che vorranno approfittare di una vacanza in Sardegna e godere di boschi e mare, campagne e città, pensati “su misura”, anche, per piccoli viaggiatori.

Insomma, chi ci conosce lo sa: non riusciamo proprio a stare ferme!
Buona stagione di rinascita a tutt* voi,
Le Mariposas

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Le donne tessono legami…

Cari amiche e amici, viaggiatrici e viaggiatori,
oggi è 8 Marzo e in tutto il mondo si celebra la giornata internazionale della donnaper ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora vittime.

Noi Mariposas, che voliamo sempre un po’ “controcorrente” , non siamo grandi sostenitrici delle “feste a comando” e dello stereotipo “pizzata tra amiche e mimose”, perché quei bei momenti di “sorellanza” e condivisione tra donne sono per noi pane quotidiano, fonte inesauribile di energia positiva; quelli è sano regalarseli tutto l’anno!

Abbiamo pensato di celebrare questa giornata con una newsletter diversa dal solito, “tutta al femminile”dedicata a viaggi ancestrali e a donne speciali,  quelle che creano universi nuovi, innescano processi e tessono legami. Come Maria Lai, grande artista sarda scomparsa nel 2013: con lei inauguriamo la nostra nuova rubrica “personaggio”, un modo creativo per dare spazio ad alcune “personalità del cuore”, che sono per noi fonte d’inesauribile ispirazione

Vamos camminanti! 
Le Mariposas

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Una cascata di viaggi…

Cari amiche e amici, viaggiatrici e viaggiatori,
qui in Sardegna febbraio è arrivato portando con sè una pioggia copiosa, che bagna la terra, ingrossa i fiumi e rende le cascate ancor più rumorose

Ma noi, come sapete, nonostante le giornate uggiose che la scorsa settimana ci hanno impedito di inaugurare il nostro anno di eventi, non ci perdiamo d’animo e abbiamo già progettato la nostra prossima escursione in programma per il 24 febbraio: scopriremo la natura rigogliosa dell’incantevole foresta di Magosu, nel Monti Mannu, e la spettacolare cascata di Piscina Irgas. Come sapete bene, quest’acqua è molto importante per la nostra terra e noi non possiamo che essere felici per ogni singola goccia che cade dal cielo.

E’ sempre questo elemento che dà vita alla magia di paesi come Sadali, legati quotidianamente allo “scorrere”, giacchè dappertutto lì è acqua. Vi porteremo proprio qui, in Su Paradisu Abbau (Paradiso d’Acqua), per il nostro viaggio del 19/23 aprile e ammireremo le tante meraviglie che questo piccolo centro della Barbagia offre: la cascata di San Valentino nel centro storico, i lavatoi comunali e le fontane…ma anche la grotta delle Janas e la cascata, nel bosco, di Su Stampu e’ Su Turrunu.
Un itinerario lungo luoghi incantati e sospesi nel tempo: tra il periodo nuragico e la modernità…tra  il mito e la realtà…

Ecco, adesso lo sapete, questa è la nostra proposta per Pasqua…non vi resta che fare il biglietto e partire. Noi saremo qui ad aspettarvi, come sempre a braccia aperte…Le Mariposas 
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Il nostro Carnevale è differente!

Foto di Stefano Pia

Cari amiche e amici, viaggiatrici e viaggiatori,
sapete cosa accomuna Samugheo, Neoneli, Ottana, Orotelli, Lula, Ovodda ed altri paesi in Barbagia? E’ il Carnevale, ma non nella sua manifestazione allegorica. Niente coriandoli e stelle filanti, niente mascherine e carri addobbati…in Sardegna il Carrasecare è un’altra cosa e noi lo percepiamo come una festa a cui non poter proprio mancare. 

Al bando frizzi, lazzi, merletti…e spazio a maschere in legno, sughero e cuoio a forma di buoi e altri animali dalle lunghe corna che danzano a suon di campanacci, saltando a un ritmo incessante. Può capitare di venir “rapiti” dalla fune degli Isshoadores a Mamoiada e, nel caso di giovani donne, questo è segno di buon auspicio per buona salute e fertilità. Può capitare di vedere S’Urhtu a Fonni arrampiacarsi a mani nude sui balconi per sfuggire a Sos Buttudos, i loro padroni. Può capitare di incontrare, per le strade di Ottana, Sa Fillonzana che, con il suo fazzoletto nero in testa ed il fuso in mano, è l’unica figura femminile oltre a Boes e Merdules.

Con questi festeggiamenti si ripete di anno in anno, come in un rito, la commemorazione di Dioniso che rinasce in primavera come la vegetazione.
Il Carnevale in Sardegna, che nell’immaginario e nell’iconografia può apparire cupo e tragico, si rivela invece un vero e prorompente inno alla vita!

E noi vi aspettiamo per viverlo insieme, dal 2 al 6 marzo, durante il nostro viaggio “Carnevale degli antichi riti“…

Un abbraccio,
Le Mariposas 

News

Anno nuovo, voli nuovi!

Cari amiche e amici, viaggiatrici e viaggiatori,
eccoci tornate anche in questo 2019, sempre qui, a parlarvi di itinerari in Sardegna, eventi e libri.

Ma prima di iniziare a “portarvi in viaggio”, vogliamo rendervi partecipi di un’importante novità che ha come protagonista una di noi: qualche giorno fa Viola, la nostra “Mariposa Salentina”, è volata in Francia, a Nantes, per un’esperienza di studio, di vita e per sperimentare nuovi viaggi responsabili targati ViaggieMiraggi. Tornerà qui nell’isola in estate; intanto, ci ha portato simbolicamente tutte con sé in valigia e, anche nella distanza, continueremo a lavorare, progettare e volare insieme! (e in effetti lo stiamo facendo anche adesso e, per questo, un ringraziamento speciale va a Skype e alla tecnologia. ;D )

A proposito di progetti, in questo 2019 ne abbiamo in cantiere davvero tanti: ve li sveleremo volta per volta, ma se volete saperne di più vi aspettiamo il 27 gennaio al nostro primo evento di “inaugurazione dell’anno Mariposiano”.  Prossimo viaggio targato ViaggieMiraggi, invece, sarà il “Carnevale in Sardegna”, in programma per i primi di marzo, ma già da ora arrivano le prime adesioni…
 
Insomma, i voli delle Mariposas non s’arrestano e, perciò, non vi resta che continuare a seguirci se volete supportarci e rimanere aggiornati!

Un abbraccio,
Le Mariposas 
News

Auguri!

Cari amiche e amici, viaggiatrici e viaggiatori,
domani è già Natale e ormai da qualche giorno si respira aria di festa…

E voi, come vi state preparando a trascorrere queste vacanze? Vi ritroverete in famiglia o sceglierete qualcosa di più alternativo? Noi andremo sul classico e lo passeremo nelle nostre case, a tavola, con amici e parenti. Ci prenderemo, così, qualche giorno di relax prima di partire, con 10 viaggiatori responsabili, per il tour di capodanno nella “Cagliari Invisibile“: saluteremo il vecchio anno e brinderemo al 2019!
Riguardando indietro al nostro 2018, vi confidiamo che è stato un anno abbastanza impegnativo, tra progetti, viaggi, nuove collaborazioni e tante energie messe in gioco, ma anche tanti nuovi orizzonti da esplorare con i nostri “voli leggiadri” e sogni da trasformare in realtà…
Ciò che ci auguriamo e vi auguriamo per questo Natale e questo nuovo inizio è di non smettere mai, nonostante tutto, di immaginare nuovi mondi possibili e di impegnarci a costruirli, tirando fuori la bellezza che è dentro di noi e che ci circonda.
Così, con resilienza…ma passando “sulla terra leggeri”…

Auguri di cuore,
Le Mariposas de Sardinia

Eventi

Urban Trek a Cagliari: Sant’Elia e Sella del Diavolo


Un trekking mattutino immersi nei sorprendenti scenari cagliaritani…

 tra natura e storia, per salutare in nostra compagnia questo 2018 e prepararci ai festeggiamenti notturni. Ci incontreremo nel borgo di San Bartolomeo, abitato sin dal neolitico, da cui partiremo per un trekking urbano nel promontorio di Sant’Elia alla scoperta dei luoghi storici della seconda guerra mondiale fino alla Sella del Diavolo, da dove ammireremo i confini dell’isola che incontrano e abbracciano il mare, dalla città all’intero Golfo degli Angeli.Il trekking è adatto a tutti, anche ai bambini al di sopra dei 10 anni.

Abbigliamento consigliato: 

  • scarpe comode da trekking o da ginnastica non scivolose
  • felpa e giacca a vento -acqua (almeno 1 litro)
  • tazza per tisana.                                                                                        

Ritrovo ore 9.00 in Piazza San BartolomeoLa fine del trek è prevista per le 13.30/14.00Numero massimo di partecipanti: 10
Per informazioni chiamare Silvia al numero 3276677490 o scrivere una mail a mariposasdesardinia@gmail.com

Eventi

Portali aperti a Simala: sapori e prodotti del luogo-Domenica 9 Dicembre

I portali nascondono tesori preziosi e storie antiche da raccontare…

Una giornata nelle vie del suggestivo borgo di Simala, piccolo centro del territorio del Parte Montis, all’insegna delle eccellenze enogastronomiche e degli antichi mestieri, tra mostre fotografiche ed esposizioni di oggetti d’epoca e di artigianato locale.
Accompagnati da cantastorie e dalle guide turistiche dell’Associazione Mariposas de Sardinia, scopriremo la storia del borgo scomparso di Gemussi e dell’odierno centro abitato di Simala, visiteremo le case padronali che si celano dietro i diversi colori ed ornamenti dei portali e la chiesa dedicata a San Nicolò, patrono del paese.
E ancora degustazioni, antichi mestieri e assaggi di prodotti locali per vivere la magia di perdersi in un borgo senza tempo…

PROGRAMMA: 

🔸Apertura stand enogastronomici:
⏱ore 12:30-15:00 – ore 19:00-21:00

🔸Visita guidata anche in Lis: “Viaggio nel tempo alla scoperta del borgo” a cura dell’associazione Mariposas de Sardinia:
⏱ore 10:00-11.30 – ore 11:30-13:00 (visite guidate anche in Lis) 
⏱ore 15:00-16:30 – ore 15:30-17:00

🔸Visita guidata alla Chiesa San Nicolò a cura della Pro Loco Simala: 
ore 11:00-12:30 e 15:00-17:00

Case nobiliari aperte  a partire dalle 10:00.

L’evento è organizzato dal Comune di Simala, Pro Loco di Simala e dall’ Unione dei Comuni Parte Montis. 

Per maggiori info: https://www.facebook.com/events/600612947021758/

Eventi

Alla scoperta di Tiscali e della valle di Lanaitho

Tra il Supramonte di Dorgali ed il Supramonte di Oliena sorge una delle meraviglie archeologiche della Sardegna: il villaggio di Tiscali.
A passo lento e sguardo attento, cammineremo nella bellissima valle di Lanaitho da cui ammireremo un paesaggio incontaminato che ci riporterà indietro nel tempo.
E al ritorno vi aspetta una bella sorpresa a Su Gologone

Informazioni tecniche:

Appuntamento alle ore 9 a Oliena, possibilità di passaggio in macchina da Cagliari e Villacidro. Conclusione escursione intorno alle ore 16-17.

Difficoltà: livello medio, adatto anche a bambini camminatori al di sopra degli 8 anni.
Lunghezza: 8 km
Dislivello in salita: 300 m

Info utili:

Abbigliamento comodo
Scarpe da trek o adatte per percorsi montani e con suola non piatta
Cappellino per il sole
Bastoni ( per chi li ha e li trova più pratici per camminare)
Acqua per tutto il giorno
Torcia
Pranzo al sacco 

Per info scrivere a mariposasdesardinia@gmail.com o chiamare Silvia 3276677490

Prenotazione entro Giovedi 13 settembre

SensiTour

I Volti del Monte Arci tra olfatto e udito-Seconda puntata: Morgongiori e Masullas

Continua il racconto di viaggio di Cristina alla scoperta del Monte Arci: questo gigantesco essere vivente che risuona, respira, insegna e meraviglia…

Morgongiori: note musicali e leggende nella bocca del vulcano

È ancora buio quando ci svegliamo. Oggi inizieremo la giornata con un’esperienza sonora e visiva che resterà indelebile per sempre nei nostri ricordi. Raggiungiamo il punto più alto del Monte Arci, nella zona che si ritiene corrisponda alla bocca del vulcano addormentato. Qui assisteremo a uno spettacolo sbalorditivo.

Quando arriviamo, fa freddo. Ci avvolgiamo nelle coperte e ci sediamo sulle rocce ad aspettare. Mentre il cielo comincia a schiarirsi, davanti ai nostri occhi si apre un panorama sterminato che attraversa i boschi e arriva sino al mare. Una nebbia leggera offusca l’orizzonte dove cielo e terra sembrano uniti senza soluzione di continuità. Pima ancora che il Sole faccia capolino, lievi e delicate, si spargono nella valle le note della fisarmonica di Simone Grussu.

Simone Grussu-performance musicale all’alba

Il musicista che ci ha accolto ha composto un brano per noi, pensando a questo risveglio e al fatto che la sua musica avrebbe fatto suonare il monte, in mezzo al canto degli uccelli. Questo dono immateriale che ascolto seduta sulla cima rocciosa, mi fa sentire un senso di completa gratitudine per tutta l’enorme bellezza che sto vivendo. Guardo le mie compagne di viaggio e credo di scorgere nei loro occhi che la sensazione che provo sia anche la loro. Siamo letteralmente in estasi.

Potremmo rimanere ore intere ad ascoltarlo. Ma ci aspettano nuove sorprese. I nostri cantastorie di oggi sono Paola Onnis, Francesca Turno e Samuele Casula del Ceas (Centro educazione ambientale alla sostenibilità) del Monte Arci e ci accompagnano sulla Trebina Longa che, con i suoi 812 metri, è proprio il punto più alto del monte ed è il neck del vulcano spento.

Trebina Longa

Paola ci racconta di come questo spuntone roccioso sia teatro di una leggenda molto diffusa nella zona. Talmente diffusa che per chi abita in questi territori non è chiaro se la protagonista sia totalmente frutto di immaginazione o sia esistita veramente. Luxia Arrabbiosa un giorno perse sue figlie. Le cercava ovunque, sinché, passando vicino a Sa Trebina Longa, senti il loro canto riecheggiare dall’interno della roccia assieme al rumore di telai. Quando si avvicinava chiamandole, tuttavia, i rumori si interrompevano, impedendole di capire da dove arrivassero esattamente. Un fauno che la osservava da lontano, restò affascinato dalla donna e tentò di violentarla. Lei si difese uccidendolo con un attizzatoio che poi lanciò nel vuoto. Quando toccò terra si pietrificò trasformandosi in un menhir che si trova alla base del neck. Questa donna temuta e venerata, mi ricorda la Dea Demetra che cerca la figlia Proserpina al centro della Terra. E, in effetti, il neck è la lava raffreddata e indurita che arriva dal centro della Terra. Senza questi racconti che, tra scienza e leggende, ci spiegano cosa abbiamo davanti, Sa Perda Longa sarebbe solo un cumulo roccioso ai nostri occhi. Il potere evocativo del racconto ci mostra invece quanto, con la conoscenza, si possa vedere oltre l’apparenza.

Masullas: alla scoperta delle origini geologiche della nostra terra

Il Sole è ormai alto quando ci dirigiamo verso le pendici del Monte Arci per raggiungere il Parco dell’ossidiana Conca ‘e Cannas di Masullas. Il suono dell’acqua del Rio Cannas che scorre sul basalto ci accompagna lungo il sentiero. La bassa temperatura della mattina è un ricordo lontano. La forma concava di questo giacimento di ossidiana e perlite, riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità, lo protegge dal vento e lo rende caldissimo.Percorriamo il sentiero con una temperatura estiva e, tra il ronzio delle api e il crepitio dei nostri passi sui frammenti di ossidiana, arriviamo alla nostra meta.

Giacimento di Ossidiana “Conca e Cannas”

Davanti ai nostri occhi si apre una parete di perlite e una miriade di pezzi di vetro vulcanico che si presenta in schegge allungate, come punteruoli neri e brillanti. Ci fermiamo ad osservarle da vicino, su una passerella di legno. Francesca Ghiani, della Cooperativa Il Chiostro, ci accompagna nel luogo in cui capiremo meglio il valore e la ricchezza di questo patrimonio geologico.

Geo Museo Monte Arci

Andiamo a Masullas ed entriamo nel seicentesco convento dei Frati Cappuccini dove è stato allestito il Geomuseo Monte Arci, dedicato a Stefano Incani. Al suo interno ci aspetta un tesoro. Tutti i campioni dei minerali formati sul Monte Arci da 20 milioni di anni fa. Il diaspro con tutte le sfumature di verde, il quarzo brillante, l’agata bandata con le sue ipnotiche striature bianche e viola, la calcite con forme di prismi esagonali, romanechiti con infiorescenze che sembrano fossili di piante. I video ci raccontano della formazione geologica della Sardegna e una lastra di fossili del Miocene Inferiore ci mostra ricci, pesci e molluschi di 15 milioni di anni fa. Il nostro viaggio nel tempo si conclude con i denti di uno squalo di dimensioni impressionanti trovati a Masullas.

In silenzio usciamo dal Monte Arci cariche di un bagaglio emozionale che ci ammutolisce. Sulla strada del rientro mi giro ad osservarlo. Solo ora, mentre la macchina continua ad allontanarsi e lui diventa sempre più piccolo, mi rendo conto che non potrò mai più vederlo come prima. È come una persona che mi ha incantato col suo profumo e col suono della sua voce raccontandomi storie che non potrò più dimenticare.

 

Scritto da Cristina Muntoni

Foto di Cristina Muntoni e Mariposas de Sardinia

 

SensiTour

I Volti del Monte Arci tra olfatto e udito-Prima puntata: Villa Verde e Pau

Il Monte Arci: un gigantesco essere vivente che risuona…

Ogni volta che le Mariposas de Sardinia che hanno tracciato i percorsi di Sensitour mi parlavano del Monte Arci, lo facevano come se si trattasse di una persona. Come se fosse un saggio eremita da cui andassero a fare visita ogni volta che potevano, tornando sempre piene di meraviglia, di doni, di racconti e Bellezza.

Io che, a distanza, vedevo quel monte come qualunque altro, il loro entusiasmo non riuscivo a capirlo. Cosa mai poteva avere di così straordinario rispetto agli altri?

Poi ci sono salita. E lì, ho capito.

Il Monte Arci non è un posto come gli altri e quando impari a conoscerlo, scopri che è proprio così che ti ritrovi a parlarne. Come di un gigantesco essere vivente che risuona, respira, insegna e meraviglia. È singolare già dal nome perché, in effetti, non è un monte, ma un complesso di vulcani spenti. Tutta l’energia che ha sprigionato molti milioni di anni fa, continua a conservarla in ogni singola pietra che lo compone, in ogni pianta che lo abita e in tutta la passione delle persone che lo vivono, trasmettendo, a chi accompagnano ad attraversarlo, un amore a cui è impossibile restare indifferenti.

È stato durante il nostro ultimo itinerario sensoriale, quello dedicato alla vista e all’udito, che l’ho conosciuto. Mi ci sono avvicinata piano, a passi lenti sui sentieri di ossidiana, attraversando un bosco sospeso tra la profondità silenziosa del passato e il suono del presente. Sono stati passi di esplorazione e scoperta in cui immaginare gesti antichi di millenni. Abbiamo percorso un cammino sonoro, di passi su vetri scheggiati in cui riecheggia il lavoro di mani sapienti, tra i suoni del bosco e la voce dei rapaci notturni. Un viaggio nel tempo e dei sensi che ha cambiato per sempre la mia percezione. Oggi, anche per me, il Monte Arci è come una persona di cui ho già nostalgia.

Villa Verde: boschi fiabeschi e archeologia nuragica

​La mattina del primo giorno ci siamo incontrate col team a Villa Verde da dove abbiamo raggiunto il bosco​ fiabesco di Mitza Margiani che è stato la nostra porta d’ingresso al Monte Arci. Lì ci aspettavano i nostri ​cantastorie locali. Roberto Scema, sindaco di Villa Verde, Giovanni Ledda, poeta e cantastorie, e Marco Cabras, archeologo, ci hanno accompagnato al villaggio di Bruncu e S’Omu di cui Marco è vicedirettore degli scavi.

Dal 1982 al 2000 gli scavi hanno portato alla luce 18 strutture risalenti al periodo del Bronzo finale, quindi al periodo finale della civiltà nuragica. Cosa siano le strutture circolari che ci mostrano non è chiaro, perché sono molto più ampie e alte delle solite capanne, hanno tutte due nicchie speculari e i loro muri sono inclinati come quelli dei nuraghi. Agli archeologi questo luogo ha riservato uno straordinario anacronismo che ha tutto il potenziale per riscrivere pagine di storia: una colata di ferro in piena epoca del Bronzo.In una di queste costruzioni, Marco ci mostra una vasca perfettamente tonda che è stata interpretata come una macina.

Lì accanto, lungo il perimetro dei muri, sono stati trovati strumenti per il telaio risalenti al Bronzo Medio, dei conci a forma di T e molti frammenti di corna di cervo che forse coronavano il perimetro della sommità della costruzione. A cosa servivano queste costruzioni? Mentre gli archeologi lavorano per elaborare una teoria plausibile, ci piace ascoltare cosa percepisce un poeta che in questi luoghi è cresciuto. Gianni Ledda apre la sua raccolta poetica Sentidos e ci legge i versi che ha dedicato proprio alla costruzione in cui ci troviamo, la numero 17. “Quando mi immergo in questo luogo mi pare di sentire le voci degli abitanti nuragici – racconta – Come in sogno mi vedo immerso nel passato, tra voci e canti di gente operosa”.

Percorriamo il bosco tra il profumo della terra umida e del muschio e ci arrampichiamo sino al nuraghe Bruncu ’e S’omu che domina la vallata, permettendo al nostro sguardo di perdersi tra le colline sino all’orizzonte. Il suono dei campanacci delle pecore al pascolo ci arriva a distanza come un’eco lontana e si unisce al cinguettio degli uccelli.

Riprendiamo il nostro cammino e attraversiamo scenari fiabeschi, tra alberi intrecciati, liane, rocce coperte di muschio, ciclamini che colorano col loro rosa acceso un manto verde brillante fino al pozzo sacro. Passando accanto agli antichi accorrus, ovvero i rifugi che i pastori e i caprai usavano durante la transumanza, tra il ronzio delle api e il profumo delle ginestre, arriviamo al rifugio di Roja Menta. Pranziamo all’ombra di una grande quercia e proseguiamo il nostro cammino fino a ​Pau​. 

Pau: suoni di rapaci e Perda Corbina

Qui incontriamo il nostro cantastorie Sergio Floris che ci guida nel bosco S’Omu de is Abis (la casa delle api in lingua sarda, n.d.r.) tra fiori di cisto e ravanelli selvatici alla scoperta del bosco incantato del Monte Arci e delle sue grotte. “Si chiama Monte, ma è un massiccio vulcanico con quattro crateri – ci spiega – e la pietra che lo compone è basalto, una pietra lavica”. Mentre camminiamo avvolti nel profumo pungente di menta selvatica, ci mostra gli anfratti che venivano chiusi con frasche di cisto che, quando è fresco, è appiccicoso. Mi mostra come basti una piccola pressione per unire i rami e le foglie. Quando si seccano le fronde si trasformano in una copertura impermeabile che protegge dalla pioggia. Ed è così che i pastori in transumanza che arrivavano dal nuorese si proteggevano la notte.

Dopo tramonto ci avviamo verso una pineta dagli alberi altissimi dove ci aspetta il più insolito concerto a cui ci sia mai capitato di partecipare. A organizzarcelo sono gli operatori del Ceas di Pau che promuovono nel territorio il progetto di salvaguardia dei rapaci notturni, O.Tu.S.  (Oasi di Tutela per Strigiformi). Mentre ci addentriamo nella vegetazione è quasi buio, gli alberi sono ormai lunghissime sagome nere che si stagliano sul cielo ancora blu. I nostri cantastorie ci mostrano le casette sui tronchi dove gli assioli, con i loro occhi tondi gialli e neri, si infilano facendone il loro nido. Questi uccelli, che appartengono alla famiglia dei gufi, non costruiscono i nidi, ma occupano le cavità che trovano negli alberi o le casette di legno appese dai ricercatori. Qualcosa vola tra i rami, ma non riusciamo a distinguerla. È l’ora del concerto. I nostri cantastorie hanno portato l’attrezzatura per riprodurre il verso dell’assiolo. Sarà un richiamo a cui l’uccello risponderà. “Come in un gioco – ci spiegano – Esattamente come fanno tutti gli uccelli”. Questo suono non mi è nuovo. Mi ricorda notti estive in luoghi silenziosi, lo associo al canto dei grilli e, con la sua cadenza ritmata, questo verso mi fa sentire come cullata. Tra gli alberi, un assiolo risponde al richiamo. Arrivano dall’Africa in Primavera, mentre nel sud Sardegna restano tutto l’anno. Oltre a questo uccello, i cui occhi a cerchio formano il simbolo del progetto, ci sono altri rapaci notturni di cui andremo a cercare lo stridìo. Tra questi alberi volano anche civette, barbagianni e gufi comuni. Camminiamo nel bosco notturno illuminando i nostri passi con una torcia. Non è un caso che la nostra perlustrazione sia al buio. Sino al tramonto – ci spiegano – cantano i passeriformi, dopo che cala il Sole smettono e lasciano il posto all’avifauna notturna con uno stacco netto. Come dei concertisti che si danno il cambio.

In mezzo alla campagna, i cantastorie riproducono il verso del barbagianni. È come un grido e, all’improvviso, lo vediamo. È come uno spirito bianco in volo sopra le nostre teste. È uno spettacolo unico. Proviamo a ripetere, ma lui probabilmente ci osserva appollaiato su un ramo di un albero lontano e non risponde più. Lo abbiamo imbrogliato una volta, ma non ci concede il bis. Su questi uccelli notturni c’è una nutrita letteratura diffamatoria che li vuole uccelli maleauguranti o associati a macabre leggende che li vedono come una sorta di vampiri che uccidono i bambini e il bestiame. “La verità – ci raccontano – è che spesso nidificano nei cimiteri semplicemente perché sono luoghi particolarmente tranquilli e si avvicinano alle greggi solo perché, muovendosi, sollevano insetti di cui loro si cibano”. Per completare il concerto ci fanno sentire i versi di altri rapaci come quello inquietante dell’allocco che sembra il lamento di un neonato disperato. Il playback che hanno usato è un’eccezione che concedono raramente e solo a fini didattici. Se si facesse abitualmente, l’equilibrio dell’avifauna ne verrebbe sconvolto. Torce alla mano, torniamo indietro lungo il sentiero nel bosco notturno. È tempo di andare a dormire. Domani ci aspettano altre immersioni sensoriali.

Dopo una notte in una casa in cui hanno nidificato le rondini, la mattina raggiungiamo la piazza di Pau dove ci aspetta Giulia Balzano, la nostra cantastorie che ci accompagnerà sulle vie dell’ossidiana. Mentre ci racconta con passione la storia di questi luoghi, raggiungiamo ​Sa perda Crobina (la pietra nera, in sardo, n.d.r.), un sentiero nel bosco cosparso di schegge di quel vetro vulcanico che sin dall’epoca preistorica ha reso famoso il Monte Arci in tutto il bacino mediterraneo.

Il vulcano che ha creato questo monte a forma di grande scudo ha smesso di eruttare 3 milioni e mezzo di anni fa e costituisce un vero e proprio museo a cielo aperto. L’area archeologica che attraversiamo è la più estesa officina di scheggiatura di ossidiana di tutto il Mediterraneo dove uomini e, probabilmente, donne, stando agli ultimi ritrovamenti, lavorarono sino all’Età del Bronzo, trasformandolo in un monte sonoro. Lo capisco mentre i nostri passi tintinnano sulle schegge di vetro vulcanico e ancor più quando torniamo a Pau, dove, al Museo dell’ossidiana, Giulia, che qui si occupa dei servizi educativi, ci mostra un video in cui viene riprodotto l’atto di scheggiatura. Con questo gesto si creavano i pezzi tondeggianti da cui i compratori in seguito ricavavano punte per lance e altro. Il suono che riecheggia in questo museo, unico al mondo assieme a quello giapponese in un bosco non lontano da Tokyo, è davvero singolare. Sembra quasi la voce dell’ossidiana, come se fosse viva e il suono fosse un grido. I racconti di Giulia hanno cambiato la nostra percezione.  È incredibile quanto una persona appassionata del suo lavoro possa trasmettere completamente l’amore per il suo territorio coinvolgendo completamente chi l’ascolta. “Noi percepiamo l’ossidiana come una materia solida – ci spiega – ma è un liquido raffreddato velocemente e del fluido conserva la struttura chimica infatti l’atto di scheggiatura produce su di essa onde simili a quelle di un sasso sull’acqua”. Questo suo essere in bilico tra i solidi e i liquidi ha qualcosa di magico. E la magia diventa ancora più potente quando ci spiega i dettagli da cui capire come questo vetro, in base al colore, all’opacità e alle imperfezioni, racconti la sua formazione di oltre 3 milioni di anni fa. Ci racconta anche che la lavorazione era destinata a ricavare strumenti per cacciare non per guerreggiare. A testimonianza che nel Neolitico, quando si venerava la Dea Madre, si viveva fondamentalmente in pace.

Ce ne andiamo sbalordite e mentre Sergio Floris ci accompagna, tra vigneti e ronzio di api, verso le vie della transumanza, pensiamo che, d’ora in poi, ogni volta che ci ricapiterà di guardare un frammento di ossidiana, non vedremo più solo un vetro nero, ma una pagina di storia. Quando arriviamo a S’ecca sa Cresia, sul sentiero dei caprai in mezzo ai sughereti inizia a piovere. Il suono del bosco diventa quello del tintinnare delle gocce sulle foglie e il rumore dei nostri passi sui rami secchi. Il profumo, invece, è quello della terra bagnata e del muschio. Lungo il sentiero troviamo le carbonaie dove davano fuoco alla legna per produrre il carbone per i treni. Improvvisamente realizzo che il colore nero sembra segnare il nostro percorso, dall’ossidiana al carbone, passando per l’humus, la terra nera e fertile del sottobosco.

La pioggia si interrompe. Camminiamo in silenzio per assorbire tutte le sensazioni che ci regala questo bosco elfico ed è ormai sera quando raggiungiamo il rifugio di ​Bedda Manca per vedere il Sole che tramonta sul golfo di Oristano. Alle nostre spalle, il bosco diventa sempre più nero e misterioso. Il suono degli uccelli notturni ha ormai preso il posto di quello dei passeri e dentro il rifugio ci aspetta il crepitio del fuoco attorno al quale mangiamo ricordando le avventure di questa giornata…

Scritto da: Cristina Muntoni
Foto di: Cristina Muntoni  e Mariposas de Sardinia      

 

 

SensiTour

Tessitour: diario di viaggio di Cristina Muntoni

Ho viaggiato sino al cuore della Sardegna per scoprirne l’anima autentica…

Ho lasciato la strada veloce verso destinazioni conosciute e sono entrata in vicoli e sentieri sinché ho trovato il volto vero, arcaico e profondo dell’Isola. L’ho trovato lì, dove natura, leggende e tradizioni si intrecciano come trama e ordito in un telaio magico che tesse atmosfere fuori dal tempo. Ho camminato in paesi di pietra abitati dagli spiriti della montagna e attraversati dall’acqua e dal bosco. Sono entrata nelle case di roccia delle Janas, leggendarie fate tessitrici di stoffe magiche che custodivano i loro tesori con potenti sortilegi. Nelle case di vecchi borghi ho incontrato le loro eredi che mi hanno protetto con incantesimi insegnandomi a tessere su antichi telai. Quando anch’io sono diventata Jana, mi hanno fatto trovare un telaio in mezzo al bosco e ho tessuto lì, tra gli alberi e grotte abitate da mostri e fate.

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SensiTour

P’Assaggiando, il viaggio del gusto – Ultima tappa: Cantina Lilliu di Ussaramanna

È l’ultimo giorno del nostro itinerario del gusto…

La mattina ci raggiunge un gruppo di ragazzi sordi. Mi spiegano che è proprio così che vogliono essere chiamati. Si sa che quando uno dei sensi è limitato, gli altri tendono a svilupparsi e per questo sono compagni di viaggio perfetti per un itinerario sensoriale. Raggiungiamo assieme una distesa di filari di vite nei campi di Ussaramanna. I nostri nuovi compagni di viaggio descrivono col linguaggio dei segni la meraviglia che provano davanti a questa bellezza. Ma basta guardare i loro occhi per capire che sono meravigliati.

Le foglie ancora attaccate virano dal giallo al rosso e, davanti ai nostri occhi, si dispiega una distesa ordinata di incredibile bellezza…

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Eventi

Cultural Trek “Onde Corsare” a Capospartivento

Domenica 24 Marzo un nuovoCultural Trek targato Mariposas de Sardinia feat Nicola Allievi. Stavolta vi porteremo alla scoperta della bellissima Capo Spartivento per dare il benvenuto alla primavera, ai suoi odori e colori.🌸
Un cammino lento, per ammirare la meravigliosa costa sud-ovest della nostra Isola e conoscerne insieme l’affascinante storia di invasioni saracene e barbaresche.

🔎INFO:

👉Percorso 10 km, percorso escursionistico adatto a tutti, anche ai bimbi sopra i 10 anni.

📍Programma: 
ore 9:30: incontro al bar Mongittu sulla strada per Domus de Maria
ore 16:00/17.00: fine escursione

Viaggio con auto proprie, disponibili posti per chi non ha l’auto (partenze da Cagliari e Villacidro)

👉 L’accompagnamento sarà effettuato da guide trekking regolarmente abilitate.

🎒Attrezzatura consigliata: 
• abbigliamento sportivo
• scarpe da trekking/da ginnastica con suola non liscia
• 1 lt d’acqua e bicchiere 
• pranzo al sacco
• costume da bagno (per i più temerari)
• cappellino


👉Per info e prenotazioni: 
email: mariposasdesardinia@gmail.com
tel: Silvia 3276677490Un


Portate allegria e voglia di camminare! 👣😊🦋

Eventi

Cultural trek nella foresta di Magusu

Trekking immerso nella foresta di Magusu, territorio incontaminato ricco di storie di minatori, taglialegna e caprai.

I veri gioielli di questa foresta sono senza dubbio le sue cascate, 3 di notevole importanza, tra cui Muru Mannu che con i suoi 70 metri di salto è la più alta della Sardegna, poco più avanti quella del Linas e quella di Piscina Irgas, anfiteatro naturale di maestosa ed unica bellezza, meta del nostro itinerario.

Durante l’escursione ci soffermeremo a visitare un vecchio villaggio oggi abbandonato, ma in vita fino a pochi decenni fa, per scoprirne insieme alcune curiosità che ci riporteranno indietro nei secoli: percorreremo insieme un vero e proprio viaggio nella nostra storia attraverso letture e racconti, in pieno stile Mariposas.

🔎INFO:

👉Percorso 8 km, dislivello in salita 300 m
Livello Medio

📍Programma:
ore 9.00: incontro nel parcheggio di via Sassari a Villacidro (incrocio via Monti Mannu – strada per il lago);
ore 9.15: trasferimento in auto verso la cantina Ferraris nell’area demaniale di Monti Mannu;
ore 9.45: avvio escursione da cantina Ferraris;
ore 16:00/17.00: fine escursione

Viaggio con auto proprie, disponibili posti per chi non ha l’auto (partenze da Cagliari e Villacidro)

👉 L’accompagnamento sarà effettuato da guide trekking regolarmente abilitate.

🎒Attrezzatura consigliata:
• abbigliamento sportivo
• scarpe da trekking/da ginnastica con suola non liscia
• 1 lt d’acqua e bicchiere
• pranzo al sacco

👉Per info e prenotazioni:
email: mariposasdesardinia@gmail.com
tel: Silvia 3276677490