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Il nostro Carnevale è differente!

Foto di Stefano Pia

Cari amiche e amici, viaggiatrici e viaggiatori,
sapete cosa accomuna Samugheo, Neoneli, Ottana, Orotelli, Lula, Ovodda ed altri paesi in Barbagia? E’ il Carnevale, ma non nella sua manifestazione allegorica. Niente coriandoli e stelle filanti, niente mascherine e carri addobbati…in Sardegna il Carrasecare è un’altra cosa e noi lo percepiamo come una festa a cui non poter proprio mancare. 

Al bando frizzi, lazzi, merletti…e spazio a maschere in legno, sughero e cuoio a forma di buoi e altri animali dalle lunghe corna che danzano a suon di campanacci, saltando a un ritmo incessante. Può capitare di venir “rapiti” dalla fune degli Isshoadores a Mamoiada e, nel caso di giovani donne, questo è segno di buon auspicio per buona salute e fertilità. Può capitare di vedere S’Urhtu a Fonni arrampiacarsi a mani nude sui balconi per sfuggire a Sos Buttudos, i loro padroni. Può capitare di incontrare, per le strade di Ottana, Sa Fillonzana che, con il suo fazzoletto nero in testa ed il fuso in mano, è l’unica figura femminile oltre a Boes e Merdules.

Con questi festeggiamenti si ripete di anno in anno, come in un rito, la commemorazione di Dioniso che rinasce in primavera come la vegetazione.
Il Carnevale in Sardegna, che nell’immaginario e nell’iconografia può apparire cupo e tragico, si rivela invece un vero e prorompente inno alla vita!

E noi vi aspettiamo per viverlo insieme, dal 2 al 6 marzo, durante il nostro viaggio “Carnevale degli antichi riti“…

Un abbraccio,
Le Mariposas 

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